Mafia digitale

Presentazione con l'autore Francesco Lepori
Un evento in collaborazione con l'Istituto di italiano giuridico

Scarica il volantino dell’evento

Berna Arte e Cultura ha il piacere di ospitare a Berna Francesco Lepori per la presentazione del suo volume Mafia digitale (Armando Dadò Editore, 2025).

Giovedì 23 Aprile 2026

Ore 18.30

Presso l’Università di Berna – UniS, Aula A-122

L’evento, con l’introduzione della Prof. Iole Fargnoli, sarà moderato dalla Prof. Dr. Annamaria Astrologo. Interverrà anche il Dr. Francesco Cajani, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

Segue Aperitivo offerto.

La partecipazione è libera, è gradita l’iscrizione cliccando su questo link

Mafia digitale

Criptofonini, social media, finanza clandestina. Come le organizzazioni criminali italiane sfruttano la tecnologia in Svizzera
Un’indagine sul lato oscuro della tecnologia: come le mafie italiane sfruttano strumenti digitali per operare in Svizzera

Un’indagine sul lato oscuro della tecnologia.

Dai riti secolari ai cyberspazi, dalla carne di capra agli algoritmi più complessi. In un misto di modernità e tradizione, le mafie italiane hanno imparato a sfruttare la tecnologia. La usano sistematicamente per comunicare in segretezza, così come prima ricorrevano ai linguaggi che Tommaso Buscetta definiva “omertosi”. EncroChat, SkyEcc, No1BC. I telefonini criptati sono diventati i ferri del mestiere. Tanto da costituire ormai una caratteristica essenziale dei clan odierni.
Abili nel nascondersi, le cosche mafiose si dimostrano al contempo altrettanto capaci di manifestarsi. Il mondo digitale dei social network è considerato alla stregua di un territorio fisico. La tastiera sostituisce la pistola, per ostentare potere e raccogliere consensi.
Un’autonarrazione improntata sui canoni dell’estetica criminale: dalle Ferrari agli abiti firmati, dai locali esclusivi alle banconote svolazzanti.
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Francesco Lepori

Francesco Lepori (classe 1972) si è laureato in letteratura italiana all’Università di Ginevra, dove nel 1996 ha conseguito anche un diploma di studi superiori.

Giornalista dal 1998, si è specializzato sin dagli inizi in cronaca nera e giudiziaria. Dal 2005 lavora al “Quotidiano” della Radiotelevisione svizzera (RSI), in qualità di redattore, responsabile per la giudiziaria e, dal 2011, capo edizione. 

Dal gennaio del 2021 è responsabile operativo dell’Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata (O-TiCO), di cui ha creato e cura l’archivio. All’Istituto di diritto dell’USI è attivo come collaboratore scientifico. 

Sempre dal 2021 è membro della Commissione del Corso di giornalismo della Svizzera italiana, per conto dell’Associazione ticinese dei giornalisti (ATG). Corso al quale partecipa inoltre come tutor e insegnante. 

Dal 2022 è docente esterno al Centro di competenze tributarie e giuridiche della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). Insegna al Master in Diritto Economico e Business Crime. 

Dal 2024 siede infine, per la RSI, nel Gruppo di accompagnamento permanente in materia di violenza domestica (GAVIDO). 

Nel 2016, con il collega Luca Fasani ha pubblicato il libro “BSI fuori rotta” (Edizioni Casagrande), sullo scioglimento della banca ticinese dovuto alla gestione del fondo malaysiano 1MDB. Nel 2018 “Il Ticino dei colletti sporchi” (Dadò Editore), sui reati finanziari che hanno segnato la storia del Cantone. Nel 2020 “La cronaca giudiziaria ticinese” (Helbing Lichtnenhahn), assieme al professor Davide Cerutti. E nel 2025 “Mafiadigitale.ch” (Dadò Editore), sulle organizzazioni criminali italiane e l’uso che fanno della tecnologia in Svizzera.

Tra le altre pubblicazioni: “Le mafie lavano più bianco” (in SUPSI, “Novità fiscali”, N° 11 – novembre 2019) e “La mafia digitale made in Switzerland” (in “Le mafie nell’era digitale – Focus TikTok”, 2° Rapporto, a cura di Marcello Ravveduto, FrancoAngeli Editore, 2025).